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PORTA UN FIORE per l’abolizione dell’ergastolo
Quarta Edizione del convegno: La tortura nelle carceri italiane 2012
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CINQUE PER MILLE (DICHIARAZIONE DEI REDDITI)

Con il tuo 5 per mille aiutarci non ti costa niente.

Il codice fiscale dell’Associazione Liberarsi è 94162440484

Che cos'è il 5 per mille

Anche quest’anno, sui moduli della dichiarazione dei redditi (modello integrativo CUD 2014, modello 730/2014 o Modello Unico Redditi Persone Fisiche) si potrà devolvere il 5 per mille del gettito Irpef all’Associazione Liberarsi onlus.

Grazie ad una norma introdotta dalla legge finanziaria del 2006, il contribuente ha la facoltà di decidere di indirizzare il 5 per mille, comunque dovuto, senza nessuna spesa a diverse finalità.

Attenzione: Il 5 per mille non è in alternativa o sostitutivo all'8 per mille, ma è un'ulteriore scelta di come devolvere diversamente una percentuale degli introiti destinati allo stato.

 

Cinque per mille: come fare?

Destinarci il 5 per mille della prossima dichiarazione dei redditi è facilissimo: basta firmare nel primo riquadro Sostegno del volontariato e delle altre organizzazioni non lucrative di utilità sociale e scrivere nello spazio codice fiscale del beneficiario quello dell’Associazione: 94162440484

 

Cinque per mille: dove consegnare il modello ( contenuto nel CUD)

 

CUD 2014                                                    

in busta chiusa su cui scrivere sopra “scelta per la destinazione del 5 per mille dell’irpef” in banca o, all’ufficio postale (servizio gratuito), ad un intermediario autorizzato (commercialista, CAF etc.) che deve rilasciare ricevuta di impegno alla trasmissione della scelta

730/01 – bis 2014                                        

al datore di lavoro o al CAF( che deve rilasciare ricevuta di impegno alla trasmissione della scelta)

Unico 2014                                                  

in busta chiusa al commercialista o via internet

 

Come useremo il tuo 5 per mille

 

Per sostenere l’azione di riflessione e di denuncia sulle condizioni nel mondo carcerario

-         L’analisi che spesso il carcere in Italia è un luogo di tortura. Su questo tema, fra l’altro, dedichiamo una giornata di riflessione e di dibattito nei mesi autunnali. E in questo tema, oltre all’ergastolo e al 41 bis, rientrano il sovraffollamento, i  numerosi detenuti morti e i suicidi, l’invivibilità della detenzione, l’esistenza ancora degli ospedali psichiatrici giudiziari (in via di chiusura) e delle case di lavoro, i bambini in carcere con le loro mamme detenute, ecc …;

-         L’Osservatorio sul 41 bis che vuol far conoscere la realtà di queste sezioni in cui sono rinchiusi oltre settecento detenuti in uno stato di isolamento e di tortura;

-         L’impegno per l’abolizione in tutta l’Europa dell’ergastolo che ci ha portato ad organizzare oramai tre seminari uno con varie realtà europee, un secondo di coordinamento con altre agenzie italiane che lavorano sullo stesso tema e una riflessione a fine marzo 2014 sui molti punti in comune che l’ergastolo ha con la pena di morte.

 

Per potenziare i mezzi di comunicazione dell’associazione con cui dialoghiamo con i detenuti, le loro famiglie e il resto della cittadinanza

-         Continuare a pubblicare il periodico “Mai dire mai” e a spedirlo ai detenuti e alle loro famiglie per mantenere aperto il dialogo con loro.

-         Stiamo mettendo a punto un nuovo sito web più moderno e aggiornato per pubblicizzare le molte attività e mantenere i contatti con il resto della popolazione.

 

Per potenziare gli interventi sul territorio di Firenze

-         l’implementazione del Fondo Librario Bruno Borghi all’interno della Biblioteca dell’Isolotto e del carcere di Sollicciano.

-         corsi di formazione per aspiranti e volontari attivi

-         interventi formativi nelle scuole madie e superiori sui temi della giustizia e del carcere

-         l’azione di volontariato di alcuni nostri soci che supportano il laboratorio autogestito dai detenuti “Liberi ..incarta” che produce oggetti di cartapesta e bigiotteria all’interno della casa circondariale a custodia attenuata “Mario Gozzini” e stanno organizzando un laboratorio gemello all’esterno per permettere ad altri detenuti che avevano collaborato dentro di continuare l’esperienza fuori…

 

Per sostenere iniziative e progetti a livello nazionale

-         progetto Porta un fiore al cimitero di Santo Stefano (Ventotene) per abolire l’ergastolo.

-         Progetto “L’evasione Possibile” Scrivere dal carcere che intende favorire la conoscenza della realtà carceraria attraverso la pubblicazione di opere letterarie selezionate di detenute e detenuti di tutta Italia e il rapporto diretto con alcune realtà collettive (gruppi parrocchie, associazioni etc.) che li aiutano nell’editing dell’opera da pubblicare.

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La campagna “Mai dire mai” riprende a fine maggio 2007, circa 300 ergastolani italiani, stanchi di morire un po’ tutti i giorni e preferendo morire una volta sola, hanno scritto una lettera provocatoria al Presidente della Repubblica italiana per chiedere che la loro pena dell’ergastolo fosse tramutata in pena di morte.

Nel dicembre 2007 e nel dicembre 2008 migliaia di persone, tra detenuti ergastolani e altri detenuti, oltre a parenti, amici, cittadini, volontari hanno portato avanti uno sciopero della fame per protestare contro questa pena disumana e contraria all'art. 27, comma 3 della Costituzione italiana: “Le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato”.

Queste sono alcune iniziative:

• è uscito il libro “Mai dire mai” Il risveglio dei dannati!” che fa una cronaca su come si sia arrivati allo sciopero della fame del primo dicembre 2007, sullo svolgimento dello sciopero stesso, sulle valutazioni date dai detenuti ergastolani, sul futuro delle prossime lotte e che raccoglie scritti di ergastolani sotto forma di poesie, lettere, pensieri, interventi tutti sul tema, ovviamente, dell’ergastolo;

• è stato presentato alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo di Strasburgo un ricorso inviato da 750 ergastolani italiani, perché questa si pronunci sulla pena dell’ergastolo in Italia;

• a inizio ottobre 2009 è uscito il primo numero a stampa del periodico “Mai dire mai”, un bimestrale di 16 pagine a sostegno di tutte le nostre lotte (abolizione dell'ergastolo, far conoscere la tortura che è nelle nostre carceri, ottenere che l'art. 27 della Costituzione sia rispettato);

• il 10 ottobre 2009 è stato un giorno di sciopero della fame nelle carceri italiane e fuori nella giornata mondiale contro la pena di morte, per dire: NO all'ergastolo che è peggio della pena di morte! NO ai troppi detenuti morti in carcere! SI all'applicazione dell'art. 27 della Costituzione italiana;

• il 19 ottobre 2009 è stato organizzato un convegno a Firenze, presso la Sala del Gonfalone, Consiglio della Regione Toscana, dal titolo “La tortura nelle carceri italiane”, puoi ascoltare la registrazione dell'iniziativa dal link specifico qui a fianco;

• il 1° dicembre 2009 e il 10 dicembre 2009, due giorni di protesta pacifica e di sciopero della fame nelle carceri italiane e all'esterno decisi dai detenuti. Due date particolari: la prima ricorda l'inizio delle mobilitazioni avvenute il 1° dicembre 2007 e successivamente il 1° dicembre 2008; mentre il 10 dicembre è la giornata internazionale dei diritti umani: quindi la giornata delle detenute e dei detenuti che ogni giorno vedono i propri diritti calpestati.

L'associazione “Liberarsi” si è costituita il 4 ottobre 2008 e si occupa di ergastolo e di differenziazione del regime penitenziario, a livello locale, nazionale e internazionale.
Scrivici, contattaci per avere maggiori informazioni e per richiedere copie del libro o del periodico “Mai dire mai”.


 

Associazione Liberarsi
Casella postale 30
50012 Grassina (FI)
mail: assliberarsi@tiscali.it

 
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