Parrucchieri logorroici

Ho fatto un errore immenso. Non parlo di errori esistenziali, né di crimini o cose illegali, no: parlo di un errore dettato dall’ingenuità. Sono un ragazzo e di solito sentire uno di sesso maschile parlare di parrucchieri suona un po’ strano: capitemi, ho i capelli lunghi fino alla schiena, per mia fortuna sono folti, forti e hanno un colore molto bello. Ci devo andare una volta al mese, altrimenti mi trovo delle liane al posto di normali capelli, tagliarli non è un’opzione che neppure mi sfiora l’anticamera del cervello.

Comunque, sabato scorso sono andato dal mio parrucchiere di fiducia e come sempre mi sono trovato un paio di signore che prima mi hanno schernito per la lunghezza dei capelli, poi del fatto di essere l’unico uomo, a parte il parrucchiere, presente là dentro. Ah ah ah. Molto divertente, specie se mi viene detto da una vita.

Comunque, il parrucchiere è appassionato di calcio, io no. Tutte le volte che vado da lui mi gonfia la testa con nomi di giocatori o allenatori o squadre sconosciute di paesi molto lontani. Stavolta mi ero preparato, mi si è rotto il phon a casa e ho voluto chiedere a lui su quale fosse un buon prodotto che non costasse un patrimonio.

Ieri è venuta qui la rappresentante di una marca di phon molto buona, quando ti faccio il conto ti do il biglietto da visita. Visita il sito web e guarda, mi ha fatto vedere qualche modello e sono buonissimi. Sai chi mi ricordava lei? Clara, la mia vecchia assistente. Te la ricordi? Oh si che te la ricordi, aveva una cotta per te e stava tutto il tempo a decantare di quanto i tuoi capelli fossero belli. Tra l’altro c’è uscito mio fratello con lei, menomale non hai ceduto perché era una palla al piede, io veram…

Bla bla bla infiniti. Mai più, giuro, mai più farò domande al mio parrucchiere.

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