Grazie corriere 

 

La giornata è iniziata nel peggiore dei modi, con un ritardo clamoroso del treno e la prospettiva di arrivare a lavoro per l’ennesima volta in ritardo. Però, avendo comprato un paio di giorni fa un iPhone da Amazon, per oggi era prevista la consegna, quindi non vedevo l’ora di tornare a casa all’ora di pranzo per scartare il tanto atteso pacco.

Avevo la pasta che cuoceva, il sugo pronto – perché sono pigra e non ho tempo di farlo – a scaldare, un sacco di parmigiano a disposizione e la prospettiva di pasteggiare mangiando con il mio nuovo telefono in mano. Quante applicazioni per iOS ho desiderato in tutti questi anni di Android! Era lì, quasi tra le mie mani.

Stavo condendo la mia pasta quotidiana quando sento un camioncino fermarsi davanti casa: mi affaccio e vedo il corriere intento a cercare nel vano posteriore il mio pacchetto. Mi fiondo alla porta con un sorriso a 500 denti, firmo e mi getto sul tavolo della mia cucina, spostando il piatto di pasta, per spacchettare tutto. Al tatto la scatola era sana, senza ammaccature né altre cose strane, forse era un po’ troppo grossa, a dire il vero.

La apro e cosa mi vedo? Una spazzola rotante per capelli. Mi getto per strada vedendo l’autista intento a far manovra alla fine della mia strada di casa, gli vado contro correndo con il mio pacco in mano – pacco in tutti i sensi – e gli spiego l’accaduto. Era mortificato, poverino, e per fortuna che sono riuscita a intercettarlo perché sennò il mio iPhone lo avrebbe portato a una decina di km da qui e io non sarei riuscita a trovarlo più.

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