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Il Libro degli Ospiti : il messaggio di pietro

Testo del messaggio:

é una vergogna che addirittura quest'istituto sulla carta venga definito come un centro clinico,o comunque come un'istituto che possiede buone attrezzature sanitarie medici e altrettanti infermieri o volontari.Quando invece la realtà è ben diversa oltre ad essere in evidente stato disastroso le condizioni igieniche sono pessime non ci sono sufficenti per non dire quasi nulli strumenti sanitari adatti o personale medico attivo sprcializzato come si vuol far credere,per la cura di detenuti affetti da patologie croniche, o che necessitano di particolari terapie e monitoraggi medici specializzati come ad esempio quei soggetti che hanno subito dei trapianti di organi o gravano in altre situazioni specifiche di salute gravi.Bene x questi detenuti il carcere dell'ucciardine di palermo non ha le caratteristiche adeguate e strumenti ncessari per garantire loro una giusta e corretta assistenza medica all'interno di esso.é una vergogna che si faccia finta di non sapere e di nascondere questa preoccupante realtà in un paese civile come l'italia,che venga data la possibilità a questi detenuti di potersi curare come è giusto oppure si trovino misure adeguate o addirittura alternative xchè anche se si abbia sbagliato non è giusto e umano non dare la possibilità a chi soffre xche in in queste condizioni sporacitate detenuto all'interno di quest'istituto di curarsi è la cosa più grave e che chi di dovere sà e non fà nulla anzi scrive che il luogo in questione sia un centro clinico e fà finta di non vedere e sapere nulla

Messaggio lasciato da pietro  flamia

Da  Palermo  
Mail sportbetnetporticellohotmail.it

Messaggio lasciato riguardo al testo dal titolo "Ricorso 14 Ter O.P. avverso il dispositivo del 21 aprile 2007 dell’applicazione del regime di sorveglianza art. 14 bis O.P.." [Clicca qui per leggerlo nella sua pagina originale].
Qui di seguito viene riportato solo il testo:

p.c. Sottosegretario di Stato alla Giustizia On. Luigi Manconi
p.c. Senatrice Maria Luisa Boccia
p.c. Senatore Giovanni Russo Spena
p.c. Corte Europea dei diritti dell’uomo petizione n° 0813/2006
p.c. Provveditorato della Regione Emilia Romagna Dott. Mello Cesare
p.c. Magistrato di Sorveglianza
Tribunale di Sorveglianza di Bologna

Oggetto: Ricorso 14 Ter O.P. avverso il dispositivo del 21 aprile 2007 dell’applicazione del regime di sorveglianza art. 14 bis O.P..

Il sottoscritto De Feo Pasquale nato a Pontecagnano (SA) il 27/01/1961, detenuto nel carcere di Parma, agli atti meglio generalizzato.

Premesso

Che l’art. 14 bis O.P. è stato censurato dalla Corte Europea dei diritti dell’uomo (sentenza Musumeci gennaio 2005, che allego), pertanto questo regime è contro i diritti fondamentali dell’uomo; la Suprema Corte di Cassazione 1^ sezione penale n° 2800 dell’ 01/12/2006 ha sancito che le sentenze censurate dalla Corte Europea devono avere riconoscimento giuridico, anche per una revisione, nel caso specifico di annullamento perché contrasta con le convenzioni sui diritti dell’uomo dell’Unione Europea, firmate dall’Italia; violazione art. 6, paragrafo 1, della Convenzione.

Osserva

Che tutte le questioni poste a base della motivazione per l’applicazione dell’art. 14 bis O.P. sono infondate e nella totalità sono state strumentalizzate ai fini di farmi apparire un “mostro destabilizzatore”.

1)     I fatti narrati che riguardano il carcere dell’Ucciardone di Palermo; faccio una premessa, sono stato detenuto nel carcere dell’Ucciardone dal 08/02/2003 al 08/08/2003, in questo periodo ho fatto numerosi reclami e denunce contro la direzione, tra cui una denuncia anche ai Carabinieri dei N.A.S.. Le mie rimostranze derivano dal fatto che il carcere dell’Ucciardone di Palermo è una vergogna per la civiltà europea per il regime particolarmente afflittivo imposto dalla direzione.
Ai primi di marzo 2006, mio fratello De Feo Antonio (ora libero) viene trasferito all’Ucciardone dal carcere di Palmi (RC), mi scrive che l’hanno messo al piano terra dalla 9^ sezione con solo la biancheria che ha addosso (la sezione E.I.V. si trova alla 9^ sezione 3° piano), gli ho subito scritto di rivolgersi all’autorità giudiziaria e al Magistrato di Sorveglianza e di denunciare l’accaduto. Mio fratello è semianalfabeta.
Ero a conoscenza che mio fratello aveva la censura, quando mi ha scritto per informarmi del suo stato di isolamento c’era il timbro della censura, inoltre mi avevano già informato i miei familiari. Pertanto sapevo che le lettere erano sottoposte a censura. La direzione di Palermo Ucciardone deve produrre la lettera da me scritta, così si può appurare quanto sto scrivendo, la sua relazione di tentativi di atti turbativi per l’ordine e la sicurezza sono pura invenzione. Ma tutto ciò non ha nessuna attinenza per i fatti che la direzione di Parma ha costruito sulla mia persona.

2)     In merito ai fatti di Fossombrone, c’è un procedimento penale pendente alla Procura di Urbino (Procedimento n° 214/06), da me presentato contro il comandante del carcere Severino Marchetti per abuso di potere e falso in atti pubblici, per avermi ritirato il computer con una falsa relazione al Provveditorato della regione Marche, allego la documentazione (due denunce e due reclami).
Ho sempre dato la password del computer, che è stata sempre la stessa, risulta agli atti ed è ancora la stessa, come si può appurare dal documento di controllo del 26/03/2006 che la password è “Nico” (allego documento di controllo del tecnico di computer). Pertanto la relazione fatta in data 21/09/2006 è un falso perché sei mesi prima, a marzo 2006, dal computer erano stati asportati modem e tutto ciò che poteva creare un collegamento con internet, a me e a tutta la sezione A.S. di Fossombrone del piano terra dove ero ubicato, ci fu riferito che era per ordine Ministeriale. Pertanto è un falso che mi sia rifiutato di rilasciare la password. Il comandante Severino Marchetti non smentendo la sua condotta mendace ha perseverato a scrivere relazioni false.
Il computer periodicamente subiva controlli, ultimi marzo e settembre 2006, allego documento di cronistoria dell’evento.
Riguardo il sito www.civiltagaleotta.it è stato aperto per un’iniziativa politica e tutt’ora è aperto; il comandante Severino Marchetti aveva già provato ad aprile 2006 di farmi sequestrare il computer, ma il direttore di Fossombrone dott. Giacobbe Pantaleone, dopo aver appurato la laicità delle cose, censurò il comandante.
Sempre il comandante Severino Marchetti, già un anno prima ad aprile 2005 provò a sequestrarmi il computer, lo denunciai e subito mi ridiede il computer, allego denuncia del 15/05/2005, poi ritirata.
Quando sono stato trasferito da Fossombrone a Parma, con queste false relazioni, proposero al carcere dove venivo trasferito di applicarmi il regime di sorveglianza particolare dell’art. 14 bis O.P., il carcere di Parma archiviò tutto; oggi gli stessi fatti la direzione di Parma li pone a base dell’applicazione dell’art. 14 bis O.P.
Il Dott. Stefano Anastasia Capo della Segreteria del Sottosegretario alla Giustizia On. Luigi Manconi, con una lettera mi comunicò che avevano chiesto chiarimenti ai competenti uffici (allego lettera).
Come ho già dichiarato ai Carabinieri in data 11/01/2007 nel carcere di Parma (allego interrogatorio), io ho partecipato insieme a tutti i detenuti del carcere di Fossombrone, circa 200 tra sez. A.S. e sez. comuni, a una protesta pacifica e civile, contro le disposizioni della direttrice Caterina Ciampoli che nulla hanno a che vedere con i falsi in atti e gli abusi persecutori commessi nei miei confronti dal comandante Severino Marchetti. La direttrice Caterina Ciampoli è stata sostituita dopo circa due mesi, qualche settimana prima del mio trasferimento.

3)     La direzione di Parma in modo strumentale e falsificando la realtà per nascondere il regime vessatorio, ha stravolto totalmente l’immagine della mia persona, da quando la Senatrice Maria Luisa Boccia ha rilasciato un’intervista al quotidiano Polis l’8/02/2007, contro il regime imposto dalla direzione (allego articolo del quotidiano).
Lo scrivente da quando è giunto in questo istituto di Parma, ha informato con le lettere e reclami le autorità competenti, per questo motivo
la Senatrice Maria Luisa Boccia con i suoi colleghi del partito della Rifondazione Comunista, ha presentato interpellanze parlamentari (allego le due interpellanze, il reclamo 30/12/2006 e la lettera al vice capo del D.A.P. dott. Emilio Di Somma posta a base della prima interpellanza e il reclamo la seconda interpellanza parlamentare).
Con i miei compagni ho fatto due scritti, uno per la porta della cabina telefonica (che è stata messa), e uno per rimanere da soli in cella, essendo detenuti a regime E.I.V., la richiesta l’abbiamo fatta in una decina di detenuti. Faccio presente che la richiesta per stare da solo in cella l’avevo già fatta nel reclamo del 30/12/2006 (
la Senatrice Boccia ha redatto la seconda interpellanza). Nel mese di febbraio, tramite modello IP1 avevo spedito al Magistrato di Sorveglianza un reclamo per rimanere da solo in cella e farmi togliere la seconda branda.

L’architettura creata dalla direzione per costruire sulla mia persona un personaggio negativo è totalmente falsa.
Per mia formazione politica ritengo che la libertà di ogni persona è un bene supremo e le dittature che limitano le libertà sono da condannare.

Per questo motivo non è mio costume e né tanto meno il mio comportamento imporre qualcosa a qualcuno.
Se fosse vero ciò che ha scritto la direzione, doveva sanzionarmi con un rapporto disciplinare, siccome non è vero, non l’ha fatto.
Il sottoscritto non condivide comportamenti prevaricatori da qualunque parte provengano, pertanto assimilarmi a simili personaggi che usano l’arroganza e la prevaricazione per imporre le proprie idee si attesta il falso perché io amo la mia e altrui libertà.
In tutta la mia carcerazione ultraventennale non si troverà un rapporto disciplinare, una relazione o un mio scritto che possa attestare come mi ha dipinto la direzione di Parma.
La direzione di Parma ha questi comportamenti, come si evince dalla condanna del comitato per la prevenzione della tortura dell’Unione Europea (allego documento).
Il Parlamento Europeo ha ricevuto e ammesso la mia petizione sul regime imposto a Parma.
La Commissione considera la petizione ricevibile aprendo un numero di procedimento 0813/2006 (allego documento, lettera del Presidente della Commissione per le petizioni).
Per tutti i motivi sopra scritti e la documentazione allegata, chiedo all’On. Corte di Sorveglianza di annullare il regime di sorveglianza particolare dell’art. 14 bis O.P., perché censurato dalla Corte Europea dei diritti dell’uomo.
Chiedo di revocarmi l’iniqua applicazione dell’art. 14 bis O.P. perché non ci sono i presupposti.
Nomino mio difensore di fiducia l’avv. Burani Vainer del foro di Reggio Emilia.
Allego 17 documenti che ho menzionato nel ricorso.
Fiducioso nell’accoglimento porgo distinti saluti.

Pasquale De Feo

Carcere di Parma, 26 aprile 2007, attualmente detenuto a Catanzaro.

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