A Sollicciano mancano tante cose da quelle immense (la libertà, la sessualità) a quelle minime (francobolli, shampoo, sigarette, schede telefoniche, vestiario, qualche euro per cercare di integrare la scarsità del cibo…); nel carcere di Sollicciano (ma anche nella stragrande maggioranza dei luoghi di reclusione) ci sono violazioni dei diritti umani e tante piccole ingiustizie, assurdità, limitazioni, stupidità…
Fra le tante cose che mancano c’è anche la scarsa presenza di volontarie e di volontari che entrino in questa struttura con una visione critica e attenta all’ascolto e alla comprensione dei numerosi bisogni.
I volontari ci sono, ma sono pochi e insufficienti ad incontrare tutte le detenute ed i detenuti che lo chiedono ed ogni mese dalle 50 alle 100 domandine che vengono da loro fatte non ricevono nessun tipo di risposta (sono soprattutto le richieste che vengono rivolte non ad un singolo volontario con nome e cognome ma genericamente ad un volontario, ad un art.17, come si dice in gergo carcerario, che è uno dei due articoli che nell’ordinamento penitenziario regola la presenza dei volontari in carcere).
Con questa richiesta non vogliamo affrontare un tema importante come quello della funzione del volontariato in una istituzione totale come è il carcere. Noi che facciamo concretamente questa esperienza da anni abbiamo una serie di idee. Certo da parte nostra non finalizziamo il nostro intervento ad uno scopo particolare (per esempio quello di portare nel carcere un messaggio religioso), né cerchiamo di trovare una nostra collocazione nell’area educativa o trattamentale (che ha un suo personale specializzato), pensiamo che i volontari debbano intervenire in modo autonomo e che abbiano bisogno di…equilibrio personale e di voglia di ascoltare, di confrontarsi, e di fare un pezzo di strada con altre storie di vita.
È appena terminato un nostro corso per volontari che ha visto coinvolte diverse persone interessate al tema carcere e che potranno seguire alcuni dei nostri progetti, oltre che aiutarci nelle piccole cose quotidiane e pensiamo di riproporne un altro nei prossimi mesi, visto la forte richiesta.
Non ne parliamo mai molto ma anche la nostra Associazione ha una tessera che costa 10 euro l’anno e che serve per dare un contributo alle nostre spese di gestione: affitto della sede (che poi serve soprattutto per il laboratorio esterno e per lo spazio espositivo delle bambole), luce, telefono, ecc.
Chi vuole far parte della nostra associazione …si faccia avanti.
Per aiuti/sostegno economico il contocorrente postale intestato all’Associazione Pantagruel – Firenze è il numero: 10019511.
Per la destinazione del 5 per mille vi segnaliamo il nostro codice fiscale: 90012090479; andrà apposto nell’apposito modulo il codice fiscale del contribuente, nome e cognome, firma e codice fiscale dell’associazione beneficiaria.
Vi ringraziamo anticipatamente per l’aiuto economico che ci darete.