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30/07/2010  
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L'Associazione Pantagruel

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La nostra esperienza è nata a Pistoia nel 1986 come Cooperativa Culturale. Nel 1991 la Cooperativa fu affiancata da una associazione di volontariato il Circolo Ora d'Aria Pantagruel che si occupava degli interventi nella Casa Circondariale, che poi, nel 1995, cambiò il nome nell’attuale Associazione Pantagruel. Segue da allora le problematiche del carcere e del dopo carcere: interviene con alcuni volontari nelle carceri di Firenze e Pistoia e continua poi a seguire i detenuti nel periodo del reinserimento nella società; dal 1999 ha sede a Firenze.

Oggi i principali progetti che l'Associazione sta portando avanti sono:
1 - La poesia delle bambole
2 - Informacarcere
3 - Solidarietà e carcere
4 - Progetto Bruno Borghi
5 - Educare con gli asini

Alcune caratteristiche sono comuni in questi progetti e le elenchiamo:
a- partono dai bisogni delle detenute e dei detenuti che ascoltiamo da anni nei colloqui individuali e di gruppo. Bisogni di esprimere la creatività, di farsi sentire, di trovare strumenti terapeutici, di superare le mura del carcere;
b- non si limitano ad intervenire nel carcere ma cercano di coinvolgere il più possibile la città, creando fin dall’inizio una rete di appoggio (associazioni, realtà varie, enti locali) e poi successivamente organizzando incontri, mostre, dibattiti all’esterno;
c- creano formazione, crescita di nuove capacità e talenti, posti di lavoro esterno; anche una sola persona che esce dal carcere in misura alternativa alla detenzione è un fatto estremamente positivo;
d- vogliono aumentare l’informazione sul carcere che è troppo spesso un mondo separato, poco trasparente, mal conosciuto. Il territorio deve sapere invece come vivono i detenuti e le detenute che dovrebbero essere considerati anche propri cittadini;
e- non vogliono essere “tutelati” da un contributo pubblico che copra l’intera spesa del progetto; chiedono che gli enti pubblici prendano le loro responsabilità e partecipino in minima parte ai costi; la maggior parte delle risorse necessarie dovranno venire da donazioni di altre istituzioni (come le Fondazioni) e da donazioni di numerosi privati. Poco dovrà essere il costo del personale dell’associazione, molte le risorse che creeranno contratti di lavoro a progetto per persone che potranno spesso iniziare così un cammino fuori dal carcere.

Il terzo progetto quello che abbiamo chiamato: Solidarietà e carcere risponde alle lettere : a – b - d , ma non fa richiesta di contributi agli enti locali e non si pone il problema del far uscire persone dal carcere per portare avanti questa iniziativa.
Diamo alcune brevi notizie sui progetti:

1 -     LA POESIA DELLE BAMBOLE
Il progetto è iniziato nel 2001, con un corso di formazione all’interno delle sezioni femminili di Sollicciano, come momento di creatività ma anche come risposta ai bisogni economici e terapeutici di chi lo frequenta. Le prime operatrici insegnano ad un gruppo di ragazze detenute a fare le bambole create nelle scuole Waldorf, le scuole che mettono in pratica la pedagogia di Rudolf Steiner.
Oggi “La Poesia delle Bambole” coinvolge circa 20 detenute a Sollicciano e 3 donne che hanno dato vita ad un laboratorio esterno usufruendo delle misure alternative alla detenzione (affidamento al servizio sociale). Il laboratorio è in via Tavanti, 20 a Firenze.
Le bambole sono oggetti particolari, create solo con materiali naturali, seguono delle regole precise, sono inoltre terapeutiche per chi le fa e sono rivolte ai bambini che le riceveranno e che ci giocheranno; hanno quindi numerose funzioni positive.
Nel laboratorio di via Tavanti si fanno anche corsi di formazione dove si insegna a fare le bambole a tutte le persone che vogliono imparare questa forma di artigianato artistico, con la possibilità di far volontariato su questo progetto e sempre qui dal 28 novembre del 2004 si è aperto uno spazio espositivo.
Danno un appoggio al progetto il Comune di Firenze - Direzione Sicurezza Sociale, l'Ente Cassa di Risparmio di Firenze, la Tavola Valdese che finanzia due borse lavoro e la Fondazione Cassa di Risparmio di Prato che finanzia la terza borsa del progetto, oltre a varie associazioni, circoli e comunità. Sempre per il progetto per la Tavola Valdese sono state donate nel 2008 e 2009 delle bambole alla Mission Protestante SIM nel villaggio di Mahadaga in Burkina Faso, missione che segue i bambini diversamente abili dei villaggi circostanti.
Da dicembre 2008 abbiamo attivato un sito internet (www.lapoesiadellebambole.it) dove è possibile avere maggiori informazioni sul progetto e navigare tra le numerose foto delle bambole e di altri oggetti prodotti nei nostri laboratori. Abbiamo bisogno di altre donazioni per poter far uscire altre due ragazze con contratto di lavoro.

2 -     INFORMACARCERE
E’ il progetto che va avanti da più anni e che per molto tempo ha caratterizzato la nostra associazione attraverso il lavoro svolto dal periodico “Liberarsi”, da “Il ponte”, giornale della Casa penale di Massa e con l’ organizzazione dei due convegni effettuati nel 1999 e nel 2001 sui Giornali del carcere.
Ha ripreso in pieno le attività anche con il contributo del Cesvot (Centro Servizi Volontariato Toscana); abbiamo lavorato ad un sito che si è aperto ad aprile 2006 (www.informacarcere.it), che raccoglie gli scritti dei detenuti/e delle carceri toscane (ma non solo) e attualmente è reso vivo da una “posta diretta” con Carmelo Musumeci e Ivano Rapisarda, ergastolani del carcere di Spoleto, e con Alfredo Sole, ergastolano del carcere di Opera. Inoltre è stata aperta una sezione sulla campagna “Mai dire mai” per l’abolizione dell’ergastolo gestita dall’Associazione Liberarsi.
Altro settore legato a questo progetto è l’intervento di informazione che svolgiamo a livello di scuole e di parrocchie e associazioni che ci invitano a parlare di questo argomento.
Sono parte del progetto anche: la biblioteca Informacarcere che è costituita da circa 1200 libri (quasi tutti schedati), da una collezione di giornali del carcere, da riviste e da numerosi ritagli di giornali quotidiani e da lettere di detenuti. La biblioteca Informacarcere troverà una sua collocazione all’interno della nuova biblioteca dell’Isolotto - Firenze.

3 -     SOLIDARIETA’ E CARCERE
Si svolge a partire con dei colloqui in carcere ed è un tentativo molto parziale di dare alcune risposte concrete ai vari bisogni e richieste delle detenute e dei detenuti di Sollicciano. Sotto questa voce si trovano sia versamenti di piccole cifre sui contocorrenti di chi si trova in carcere, acquisto e reperimento di indumenti, biancheria, libri. Ogni anno una somma considerevole viene spesa in acquisto di occhiali da vista.
Ma riguarda sempre questo settore anche il pagamento di alcune visite mediche e di altri interventi di tipo terapeutico che fanno riferimento alla medicina steineriana.

4 -     PROGETTO BRUNO BORGHI
Questo nostro progetto è strettamente legato a Bruno Borghi, amico e compagno, volontario nel carcere di Sollicciano. Vogliamo anche così continuare a ricordarlo.
Il progetto si articola in due punti:
1) formazione del volontariato: si organizzano corsi per la formazione di volontariato nelle carceri e si dedicano momenti formativi per i volontari che già operano in queste istituzioni e nel territorio. Sono stati finanziati già tre corsi dal Cesvot negli anni 2006, 2007 e 2008; uno autofinanziato si è tenuto ad inizio 2010 con la partecipazione di circa 50 persone e per fine 2010-inizio 2011 abbiamo avuto il finanziamento di un corso da parte del Cesvot;
2) borse di studio e borse lavoro: c’è sempre maggiore necessità di creare un aiuto concreto per persone che escono da Sollicciano. Borse di studio per detenuti/e che desiderino riprendere gli studi di scuola media superiore o fare particolari corsi di formazione e borse lavoro per persone che appena uscite non abbiano ancora trovato un vero lavoro ma che necessitino di 300/400 euro mensili per sopravvivere o abbiano bisogno di una somma di denaro mensile di 400 euro perché la magistratura di sorveglianza conceda il loro affidamento al servizio sociale. Le borse lavoro attualmente riguardano soprattutto persone non facilmente reinseribili nel mondo del lavoro o per la loro età (circa od oltre 60 anni) o per la loro lunga pena. Attualmente su questo progetto vengono finanziate quattro borse lavoro da parte della Tavola Valdese attraverso i fondi dell’otto per mille, due per il progetto La poesia delle bambole e due per Informacarcere.

5 -     EDUCARE CON GLI ASINI

Il progetto “Educare con gli asini”, iniziato nella sua concreta realizzazione nel novembre 2009, vede oggi nel carcere di Sollicciano – Firenze (sezioni femminili) la presenza di due asinelle in un apposito spazio verde recintato con box prefabbricato e la realizzazione di un corso di formazione guidato da un nostro collaboratore esperto nella cura degli asini che coinvolge 5 ragazze detenute.

Nei prossimi mesi proseguiremo le attività iniziate e amplieremo gli interventi all'interno del carcere: cercando di fare in modo che le asinelle con le ragazze che le accompagneranno siano presenti durante le ore di colloquio dei familiari con i detenuti nel Giardino degli Incontri ideato da Giovanni Michelucci.

Questo era uno dei motivi del nostro progetto: rendere i colloqui fra i familiari (spesso con bambini piccoli) e i detenuti e le detenute meno pesanti, rallegrati dalla presenza delle due asinelle.

Lo sviluppo però più importante del progetto è quello di creare un ponte con l'esterno, pensando  di essere presenti con le asinelle e le ragazze che le seguono, nel mercato di Scandicci, alcune feste della zona e incontrare gli asili e le scuole elementari.

Il progetto in futuro prevede anche la costruzione di un'asineria esterna e quindi rendere possibile ad alcune donne detenute l'attuarsi delle misure alternative al carcere, uscendo fuori e lavorando presso questa asineria.

Ogni progetto che riguarda il carcere e che coinvolge detenute e detenuti dovrebbe sempre presentare i due tipi di intervento: quello all'interno dell'istituzione totale con adeguati corsi di formazione e quello esterno dove strutture idonee accolgano alcune delle persone formate per proseguire e terminare il loro periodo detentivo attraverso la semilibertà e l'affidamento al servizio sociale (educare, il verbo utilizzato nel nostro progetto, legato agli asini, riprendeva il termine latino di ex-ducere, ossia condurre fuori e voleva proprio mettere in evidenza che gli asini avrebbero facilitato la fuoriuscita di alcune ragazze).

Educare con gli asini è stato presentato alla Fondazione Monte dei Paschi di Siena che ha concesso un finanziamento per l'anno 2009.


I progetti elencati sono riportati in modo molto sintetico e poco esaustivo, per questo siamo a disposizione per la richiesta di ogni ulteriore approfondimento.

Firenze, giugno 2010

Associazione Pantagruel
Via Angiolo Tavanti, 20 - 50134 Firenze
tel. e fax 055 473070
mail . asspantagruel@virgilio.it
www.informacarcere.it
www.lapoesiadellebambole.it

 
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