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Impariamo a costruire la pietra di un guado verso l'amore universale.


scrivi a Carmelo Musumeci


Di MARIA (da Napoli)

La lettera

Ciao Carmelo, ti scrivo per raccontarti che in un momento misto tra regressione all’adolescenza e rabbia ho cancellato tutto quello che avevo scritto sulla mia pagina di face book , ho cancellato buona parte dei miei contatti e mi sono anche cancellata dalla pagina delle urla del silenzio, tutto questo non ha nulla a che vedere con il pensiero che ti riporterò sotto, diciamo che ho solo bisogno di smaltire la “ una delusione” dopodiché tornerò più combattiva di prima …. ma ora passiamo al motivo di questa mia lettera… ho letto il messaggio di Maria da Torino, quello in cui si dice dispiaciuta per non esserti riuscita a difendere, ho letto anche il messaggio del tuo angelo di face book e ho apprezzato molto la conta dei morti in carcere costantemente pubblicata da Mita…..tutte azioni nobili , nobilissime , tutte unite in un unico meraviglioso capo per il no all’ergastolo, e all’umanizzazione della pena, però c’è un però, e il mio però non è un analisi critica mirata alla comprensione del significato, il mio però è sentito, ed è sentito nel profondo, è sentito in quel punto in cui la meccanica quantistica e la religione si incontrano…….Carmelo non è vero che non sono riusciti a difenderti perché parlano con le pietre, non sono riusciti a difenderti perché se è vero che il carcere è una macelleria e al macellaio assuefatto non fa paura la vista del sangue , qui fuori il mondo sta diventando un ospedale da guerra e a tagliare gambe braccia non si prova la benché minima emozione . Carmelo credo che abbiano fallito nel tentativo di difenderti nel momento in cui sono diventati assuefatti nella tua difesa , come qualche volta assuefatti sono i senza anima nel loro lavoro …… Carmelo io ho tantissimi difetti , ma il peggiore è essere sincera,perciò ti dico molto onestamente che secondo me è stata sprecata l’opportunità di far toccare a questo fronte compatto per la legalità la sesta corda della civile convivenza…… la morte deve far riflettere sempre e non è assolutamente concepibile pubblicare la lista dei suicidi in carcere con tanto di nobili commenti e non sentire l’esigenza di dare almeno la notizia dell’ assassino di un agente della polizia penitenziaria………” in certi ambienti sia il vivo che il morto sono colpevoli e spesso sono più colpevoli i morti che i vivi perché i vivi non meritano una pena come l’ergastolo per essere riusciti a sopravvivere” ….. in certi altri ambienti dove a morire sono innocenti che stavano andando a lavorare per portare un tozzo di pane a casa chiedo al fronte compatto contro l’ergastolo e al suo comandante di riflettere e soprattutto di sentire il dovere morale di non sprecare occasioni di socialità , perché se no la gente comune non potrà fare a meno di chiedersi se deve preoccuparci anche degli ergastolani??????? ….. strano che oltre a me l’unica altra persona che ha sentito l’esigenza di sprecare un po’ del suo tempo per dare la notizia sia stata quella che ti ha suggerito di essere un po’ più sociale …..!!!!!!....... Agitata ,nervosa, amareggiata, con tante parole non dette…… le parole non servono…..!!!!!! Un abbraccio……!!!!!!!

La risposta

Ciao Maria,
parti dal punto di vista che l'agente della polizia penitenziaria sia morto per motivi di criminalità sic!
Forse p morto per altro.
Quando piove, non sempre è colpa del governo ladro.
Personalmente non ho problemi di dare la mia solidarietà alla famiglia dell'agente come non ho problemi a darla a tutte le famiglie dei detenuti morti suicidi di carcere.
Un abbraccio.

NB: Ieri sera ho scritto un articolo ti mando in anteprima la prima parte.

Nel Corriere della Sera di martedì 2 marzo 2010 ho letto che nel carcere di Bollate una detenuta è rimasta incinta da un detenuto.
Radio carcere sostiene che erano fidanzati e che si potessero vedere solo nell'aula scolastica dell'istituto, l'unico luogo dove si potevano vedere.
La cosa mi ha fatto sorridere, perché fa tenerezza che in un luogo di sofferenza e dolore nasca l’amore e la vita.
Ho continuato a leggere l’articolo, ad un tratto ho smesso di sorridere.
- Il segretario del sindacato di polizia penitenziaria SAPPE, che ha denunciato l’accaduto, chiede che il ministro Alfano predisponga approfondimenti.

Incredibile!
Il carcere di Bollate, l’unico che in Italia funzioni e che applichi il principio rieducativo previsto dall’articolo 27 della Costituzione, fa scandalo perché i detenuti invece di ammazzarsi fanno l’amore.
...

Carmelo Musumeci
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