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Un saluto


scrivi a Carmelo Musumeci


Di Sili (da Perugia)

La lettera

Ciao Carmelo,
mi chiamo Silvia (tutti mi chiamano Sili) e sono
una carissima amica di Mita.
Devi sapere che, da qualche tempo, Mita sta
sommergendo tutti i suoi amici e conoscenti di
e-mail riguardanti la battaglia contro l'ergastolo
ostativo condotta in primis dalla comunità Papa
Giovanni XXIII.
Io inizialmente non ho voluto leggere niente di ciò
che inviava perchè non capivo tutto questo suo
interessamento al problema.
Poi, dopo averle parlato personalmente (sembra una matta!!!
parla in continuazione di voi e, in particolare di te),
ho capito che valeva la pena almeno LEGGERE!!
Risultato: sono rimasta indelebilmente colpita da tutto
ciò che avete scritto e che hai scritto e mi
piacerebbe poterti parlare ogni tanto per offrirti
la mia amicizia che, anche se molto limitatamente,
spero possa darti un po' di respiro nell'inferno
che vivi.
Di me posso dirti che ho 31 anni, che sono sposata
e ho 2 figli: un maschio di 7 anni e mezzo ed una
femmina di 8 mesi e mezzo. Sono laureata da 5
anni in ingegneria meccanica per l'automazione
e la robotica e sto in Comunità in parrocchia con
Mita.
Presto ti manderò una lettera cartacea a Spoleto e
spero che mi risponderai presto.
Un abbraccio
Sili

La risposta

Ciao Sili,
benvenuta nella mia rubrica “Posta Diretta” e nel “territorio degli uomini ombra” ti riporto quello che ho scritto al professore Ferraro, docente di filosofia:
Il vero amore, la vera amicizia. Il vero amore non è quello possibile. Il vero amore è impossibile (prof. Ferraro).
Come quello di amare e essere amico di un ergastolano (Carmelo).
non basta sapere cosa è giusto fare o come stiano le cose per agire di conseguenza, occorre sentire per agire. Chi sa e non sente non merita rispetto (prof. Ferraro).
Per questo preferisco essere amico di un criminale che piuttosto di persone oneste e per bene che non vogliono sapere, non vogliono vedere, non vogliono sentire e non parlano. Ci vogliono tenere chiusi a chiave in una cella per sempre, non hanno neppure il coraggio di ammazzarci per dimostrarci che sono peggio di noi (Carmelo).
Un sorriso.

Carmelo Musumeci
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