La giornata è già finita, è stata piena, piena di niente nella sua tragica parodia. La luce fioca arcanamente riproduce energiche ombre, dove i miei pensieri riscoprono i tuoi occhi, scusami, le tue lacrime mi fanno più male di queste catene, di queste sbarre, di queste ombre... Ti amo come mai ne sono stato capace, ti amo come tu mi hai insegnato, ti amo come l'amore che non può morire, perchè chi ama sa perdere il suo amore per amore, perderti per non renderti sposa di queste catene, per non rinchiuderci nella prigione dei ricordi, per non regalarti baci rubati agli occhi di un carceriere, per non soffocare i desideri in un parlatorio. La giornata è finita, scusami, io ti prometto che ucciderò i giorni pieni di niente, e continuerò ad immaginarti, nelle alchimie dei sogni, resuscitando ogni ricordo che sa si te, che sa d'amore.
Emidio Paolucci Carcere di Chieti – 30 maggio 2010
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