Quando ci perderemo tu mi ricorderai, dimenticandomi, io ti dimenticherò, ricordandoti. I miei sogni mi notificano una migrazione emotiva, la fantasia, unica superstite di fughe violente, che nei suoi primitivi viaggi è incapace di scindere il dolore di questo sentimento, si irrobustirà al vento del castigo, ed io in altre ali, in altre fughe, viaggerò inconsapevole, lontano dai tuoi sentimenti, lontano dai tuoi occhi, mentre tu, non avrai bisogno di ali, non avrai bisogno di fughe, tu non avrai più bisogni di me, e così sarà più comprensibile ricordarmi, dimenticandomi.
Emidio Paolucci Carcere di Chieti – 9 aprile 2010
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