Un sogno alternato mi trascina via, mi sveglio, e un pensiero astioso mi restituisce alla realtà, il mio secondo pensiero si rifugia con avidità tra la tua pelle, accendendoti, divorandoti..., piegandoti tra le mie mani, percepisco i tuoi sospiri... fino a confondermi, a confonderti, sorprendendoti, resuscitando vocali aperte, che rivivono in una sequenza di peccati meravigliosi, che la mia mente riproduce con violenza, istintivamente soffoco il mio respiro sul cuscino, maltrattandomi resisto..., fino a riemergere in un profondo respiro, che mi restituisce ombre e figure, immutate nel tempo, accenno un sorriso, illudendomi di esorcizzare ogni desiderio, che tra queste mura, inevitabilmente marciscono.
Emidio Paolucci Carcere di Chieti – 12 marzo 2010
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