Lo sguardo si ferma e penso, cerco di trovare un perchè! Cinicamente sorrido lasciandomi scorrere addosso tutte le tue parole, ma questo è amore? Riacquisto per un attimo la percezione di ciò che mi circonda i miei occhi mettono in risalto una serie di ombre che riscattano ricordi, cerco di ricordare il tuo profilo non ci riesco, mi è impossibile e così mi fermo pensando a quanto sia inutile questo dolore, detesto le illusioni che la mente riscatta, è inutile... cosa ci ha unito? Forse le nostre stesse illusioni, forse i nostri sogni in una notte di primavera, forse quella felicità che non riesco più neanche ad immaginare... il tempo è stato sempre avaro con i miei desideri... un uomo senza amore spesso non ha mai amato, forse! Ma io ho amato, forse non era amore quel dolore che ti comprime l'anima, quella sensazione che ti spegne, che ti rende indifferente a tutto ciò che non sa di lei, non è amore desiderare trasformarsi in tutto ciò che le sue mani desiderano, toccano... mi rifiuto di credere che tutto sia stato un equivoco, un errore perpetuato nel tempo e nascosto nelle notti nude, tremendamente forti come il desiderio di te fra le mie mani... mi rifiuto... e così lascio che il tempo sia padrone, boia, tutto... tutto quello che sarà capace di lasciarmi di questo che io chiamo ancora amore... dimenticandoti.
Emidio Paolucci Carcere di Chieti – febbraio 2010
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