Sarà il destino, o che sono nato sotto una brutta stella, sto in galera un’altra volta! Non mi do pace, però ci sta da dirlo, che niente faccio per evitarlo. Ricominciamo con la solita routine: latte, pranzo, cena e terapia! È una tortura che non conosce sosta, solo nel quarto d’ora della posta; aspetti tutti i giorni come il pane che da fuori ti pensi almeno un cane, ma dopo un po’ di mesi di digiuno, è chiaro che non ti pensi più nessuno. Qua dentro tante cose sono cambiate, non ci sono più celle in compagnia, nessuno si ribella, al cesso adesso ci si può andar da soli! Hanno gli specialisti e la TV a colori, stanno una pacchia, dicono fuori….ma loro che ne sanno, l’occhio non vede, a quello che si racconta non ci crede…! E come si sta qua bisogna provarlo, non puoi trovare parole per spiegarlo. Ti saluto mondo! E intanto mi allontano con un paio di manette nelle mani, con un ultimo sguardo fotografo le stelle, e mi sento un brivido alla schiena! Il viaggio è breve, ma pare eterno, perché mi stanno accompagnando all’inferno….mi prendono le impronte, mi assegnano il girone, dove dovrò scontare la punizione! Non piango, no, e non abbasso il viso, io non ho mai avuto santi in paradiso. Ma che ci penso a fare visto che in fondo, è come se io fossi solo al mondo: solo mia madre mi è veramente vicina. Che me ne importa, da solo devo andare avanti sempre a testa alta, pur avendo sul cuore un catenaccio; e chi se ne frega se è così freddo il letto e qualche volta mi si stringe il petto… m’invento l’universo un po’ come mi pare, senza confini, né leggi, né sbarre! Ma qua ce l’ ho davanti e pure dietro e l’universo è ridotto ad un metro! Non ho più lacrime da versare, sono un uomo forte, quindi, quando mi danno la mandata al blindo penso: “E’ ferro, ma che fa, sono sempre porte!…” e quando il cuore batte forte, forte gli dico: “Sta buono e dormi, non avere paura, in fondo sono solo quattro mura!”…
Ranieri Nicola Carcere di Spoleto - 17.02.2009
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