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Anime perse - Calendario 2010 degli ergastolani di Spoleto
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Chi fa la spia non è figlio di Maria Scrivi una lettera anche tu compila la scheda di adesione La lettera
Giuseppe, della Comunità Papa Giovanni XXIII, con i suoi occhi ingenui e affettuosi che lo distinguono, mi ha detto di scrivere qualcosa per spiegare alla gente fuori perché gli ergastolani con l’ergastolo ostativo non collaborano con la giustizia per uscire dal carcere, dato che è la loro unica possibilità che hanno. Non ho dei bei ricordi degli anni passati in collegio… però mi ricordo molto bene che fra noi bambini ci dicevamo spesso: - Chi fa la spia non è figlio di Maria. E quando volevamo offendere qualcuno lo chiamavamo “Giuda Iscariota”. Ci sono molte motivazioni e una di queste potrebbe essere anche quella religiosa, ma tu lo sai che non è il mio caso. Ognuno ha la sua motivazione e non solo per omertà, come molti pensano, la storia è piena di persone che hanno sacrificato la vita pur di non fare la spia, per ideali, politica, amore, amicizia, lealtà ecc. Non ti posso dire perché i miei compagni non fanno la spia, ma ti posso dire perché non la faccio io: non voglio usare la giustizia per uscire dal carcere e non voglio dare ad altri la mia pena. Quando mi hanno arrestato, molti e molti anni fa, molte persone mi dicevano: - Se ti penti esci dal carcere, rivedi la tua famiglia, riprendi a vivere e vieni stipendiato. Se sei bravo e se dici di sapere molto e lo dici poco alla volta, il tuo stipendio aumenterà, viaggerai, conoscerai città nuove e nuove nazioni. Se chi accusi è innocente, è sfortunato e spacciato, se è colpevole è solo spacciato. Un grande illuminato, quasi due secoli addietro, scriveva che era motivo di vergogna per uno Stato chiedere aiuto, per scoprire dei delitti, a chi li aveva commessi. Chi riesce a vedere nei pentiti e nei collaboratori di oggi il pentimento dell’Innominato del Manzoni? Pentimento che fuori esce dalla tristezza e dall’abiura morale. Il pentimento che nasce da un sofferto esame interiore. L’urlo della coscienza! Il graffio del rimorso! L’umiltà del peccatore! Tracce di riscatto morale! La testa in giù per il mal prodotto. Dov’è tutto ciò nei pentiti di oggi? Io in fondo chiedo poco, giusto o sbagliata sia la mia condanna voglio scontarla tutta, senza sconti… chiedo solo di sapere quando finisce la mia pena. Settembre 2009
Di Carmelo Musumeci (da Carcere di Spoleto)
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